La contraccezione: origini ed evoluzione tra fantasia e scienza

di Sonia Veggian



Se vi infastidisce l'idea di utilizzare un preservativo, o temete di dimenticare la pillola, vi consigliamo di non lamentarvi troppo perché potete ritenervi fortunate!

In passato le donne non lo sono state altrettanto; pensate che per scongiurare i rischi di gravidanze indesiderate, si sottoponevano a vere e proprie "torture", e non mi riferisco a divertissement in stile "50 Sfumature di Grigio”, ma a pratiche non di rado disgustose e pericolose. Se è vero che l’amore di fa in due (o più…) è la donna quella che avrà le conseguenze più significative, almeno nel breve termine, se tale atto dovesse poi concretizzarsi in una gravidanza.

E’ la donna che porterà in grembo la futura vita, è lei che partorirà con dolore (o con l’epidurale), che si occuperà delle esigenze vitali di un figlio. Se la gravidanza è stata una scelta, se il desiderio di diventare genitori è di entrambi, sarà un’esperienza totalizzante e bellissima. Ma altrettanto deve essere un diritto evitarla.

Il buon senso ci dice di “fare attenzione” per non trovarsi nei “pasticci”. Certo che stare attenti in un momento di particolare enfasi, non è affatto facile. E visto che gli spermatozoi e gli ovuli non hanno una grande capacità di intendere e di volere, accade che una gravidanza possa essere non programmata e non desiderata. Senza addentrarsi in questioni etiche, morali, religiose e filosofiche, una domanda sorge spontanea: come, quanto, cosa hanno dovuto ( e devono) sopportare le donne per evitare le gravidanze?

Perché, in genere, sono le donne che se ne devono occupare. Da sempre.

Il papiro di Ebers racconta che gli Egizi raccomandavano un tampone vaginale fatto di mollica di pane mischiata con acacia, miele e datteri che permetteva di sfuggire a gravidanze indesiderate per almeno due anni. Forse c’era un elemento di verità in questa tradizione: l’acido lattico prodotto dall’acacia fermentata potrebbe aver avuto una modesta azione spermicida. La versione più “strong” prevedeva anche l’aggiunta di sterco di coccodrillo, peraltro di difficile reperibilità, oltre che alquanto disgustoso, che doveva impedire il passaggio degli spermatozoi.

Nella Cina antica, le donne che non desideravano una gravidanza erano solite bere un bicchierino di mercurio caldo. Tale sostanza, che al giorno d’oggi sappiamo essere tossica, era anche utilizzata dagli antichi Greci per curare una lunga serie di malattie veneree, tra cui la sifilide. L’unica certezza è che con uno “spritz” di tale fatta nemmeno le donne sarebbero vissute a lungo. Tra gli ebrei antichi era tradizione introdurre spugne marine all’interno della vagina subito dopo il rapporto, al fine di assorbire lo sperma ed evitare la gravidanza.

Si deve sempre agli Egizi l’invenzione dei “protettori del pene” ossia gli antenati dei preservativi, fatti con intestini di animali. Poi migliorati fino alle guaine in tessuto introdotte dal dottor Condom, medico inglese che darà il suo nome al moderno profilattico.

Nel frattempo, Giacomo Casanova, famoso per le sue prestazioni erotiche, oltre alle guaine in prezioso tessuto di seta, pare facesse inserire alle sue conquiste, prima del rapporto, anche mezzo limone svuotato e rovesciato confidando nell’acidità come ulteriore protezione.

Nel Rinascimento, con un ditale da sarta (di ferro, d’argento o d’oro, a seconda del ceto sociale) opportunamente infilato nel canale vaginale, si arginavano le conseguenze della passione. Erano i precursori del più recente diaframma.

Nell'Europa medievale si legavano alla coscia della donna dei testicoli di donnola imbevuti di alcol durante il rapporto sessuale; essi avevano una funzione esorcizzante, un po’ come un mazzo di peperoncini portafortuna. Se i testicoli legati fossero stati quelli del peccatore il risultato sarebbe stato più sicuro!

Le irrigazioni vaginali erano un’altra delle pratiche tentate per scongiurare le conseguenze indesiderate di un rapporto a rischio. Si trattava quasi sempre di soluzioni acide. Tra fine Ottocento e inizio Novecento si arrivò a utilizzare delle soluzioni contenenti sublimato di mercurio, che oltre a uccidere gli spermatozoi procurava danni gravi.

Ai giorni nostri, invece, una leggenda metropolitana narra che la Coca cola introdotta in vagina, abbia miracolosi effetti, ovviamente non veritieri.

Una straordinaria collezione di contraccettivi, composta da oltre 600 pezzi, è esposta a Cleveland (USA) nella sede del Dittrick Medical History. Stupisce la creatività dei vari oggetti, purtroppo quasi tutti a uso delle donne, con effetti spesso dolorosi e dannosi, più somiglianti a torture che a sistemi per scongiurare o interrompere gravidanze indesiderate.

Per fortuna che il 20° secolo è stato ricco di scoperte: all’inizio con i metodi naturali, Ogino-Knaus e simili che si basano sul calcolo dei giorni fertili e che sono tuttora gli unici accettati dalla Chiesa; negli anni ’60 il rivoluzionario contraccettivo orale, la “PILLOLA” e poi la spirale (IUD) e nel 1990 la pillola del giorno dopo. Per una soluzione definitiva la vasectomia o la legatura delle tube.

Ma è l’inizio del 21° secolo che vede un’esplosione di metodi contraccettivi innovativi.

Il cerotto transdermico, l’anello vaginale, dispositivi uterini di nuova generazione, la pillola a ciclo continuo (né gravidanza né mestruazioni), o da prendere una volta al mese, il gel da spalmare sulla pelle

Ma la vera rivoluzione è che la ricerca si concentra (finalmente) sugli uomini per la creazione del “Pillolo” che inibisce la produzione di spermatozoi. Uomini, ve la sentite di prendervi questa responsabilità? Altrimenti rimane il vecchio, poco affidabile e frustrante “coito interrotto”!

Sonia Veggian

Esperta in Educazione Sessuale

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