Porno da ascoltare: l'alternativa ai video si nasconde negli audio erotici

di Valentina Ruggiu


Prendete le cuffiette, alzate il volume e iniziate a fantasticare. L’audio porno funziona così: nessuna immagine o corpo da guardare, solo rumori e - a volte - parole. La chiave è tutta nella fantasia e forse è proprio per questo che piace, soprattutto a chi i video erotici non li guarda.

Tra racconti più o meno spinti e audio porno puri, il sesso ascoltato è un universo parallelo a quello video che sta catturando sempre più l’attenzione.

Sfruttando anche il recente successo dei podcast, negli ultimi due anni il fenomeno è maturato molto. Si è passati da library come Literorica e Gonewildaudio, dove i contenuti sono per lo più amatoriali e grezzi, alla costruzione di un vero e proprio business fatto di applicazioni e piattaforme che offrono prodotti professionali (creati da autori e speaker), pensati per il piacere personale e di coppia.

C’è chi li sperimenta come alternativa ai video e chi invece si affida solo a loro. La chiave del successo, specialmente tra le donne, è data da un mix di fattori che include l’etica, il gusto personale, l'incapacità di riconoscersi o immedesimarsi nei corpi e nelle cornici dei video pornografici, ma anche la differente risposta che uomini e donne sembrano avere davanti agli stimoli sessuali visivi (più forte per gli uomini, meno per le donne).


Nina, l'unica piattaforma in Italia

L’unico problema per gli italiani, specialmente per quelli che non conoscono altre lingue, è che questi servizi sono tutti stranieri. In Italia, tralasciando qualche racconto su Youtube o di blog, ’unico esempio che si avvicina a realtà d’avanguardia come Dipsea, la statunitense Quinn o la francese Voxxx, si chiama Nina e a crearla è stato un collettivo di donne tra i 30 e i 45 anni.

Nato nel 2018, il sito Ninalove.it ospita episodi di incontri piccanti dai titoli esemplificativi come “l’ascensore”, “tacco 12” o “la poltrona”. Ma il progetto è ancora in divenire.